Dolci Pasquali della tradizione Catanese

“ U pupu  cu  l’ovu ”

La tradizione dell’uovo pasquale risale a prima della nascita di Cristo. Infatti, più di duemila anni fa, i persiani si scambiavano uova di gallina in primavera in occasione del cambio di stagione. Sempre a quei tempi, addirittura, questi giorni rappresentavano l’inizio di un nuovo anno. Queste usanze, con l’avvento del cristianesimo, si fusero in ogni parte del mondo e l’uovo divenne il cardine dei quattro elementi fondamentali per la vita: acqua, aria, terra e fuoco. L’uovo diventa così un simbolo di nascita. In sintesi ogni essere umano nasce da un uovo. Non per caso anticamente la ricorrenza di Pasqua veniva chiamata “Pasqua d’uovo”, e veniva festeggiata con uova sode colorate e benedette in chiesa.

‘U pupu cù l’uovu”, al di là delle simbologie, sarà molto gradito dai  bambini (e non!) che saranno ben felici di gustarli.


Ingredienti per la pasta


500 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero semolato
125 grammi di strutto
2 uova intere
5 grammi di ammoniaca per dolci
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina (meglio una bacca)
2 cucchiai di latte

 

Per la glassa

 

Confetti colorati (diavoletti)
200 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaio di rum
4 cucchiai di acqua

 

Preparazione del pupu cu l’ovu ( o aceddu cu l’ovu)

Su di una spianatoia disporre la farina setacciata a fontana, versarvi lo zucchero, lo strutto tagliato a pezzetti, le uova, la vanillina e il lievito e impastare gli ingredienti, aggiungendo a filo il latte fino a ottenere  un impasto liscio e consistente. Formare quindi con la pasta una palla, avvolgerla con una pellicola e lasciarla riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso questo tempo, dividere la pasta in sei porzioni e con il mattarello stendere ciascuna porzione in una sfoglia dello spessore di 7-10 mm. Dare quindi alle sfoglie la forma di agnellini, colombe, campane, fiori, cuori, cesti o pupi e fissare su ogni sfoglia un uovo sodo con due striscioline di pasta disposte a croce.

Disporre i pupi su una teglia rivestita con carta forno e, dopo averli spennellati con del latte o uovo sbattuto e cosparsi  di zuccherini colorati, cuocerli in forno preriscaldato a 180 °C per 20-25 minuti fino a doratura.

Il pupu cu l’ovu si serve a temperatura ambiente. E' buono anche dopo qualche giorno , ma attenzione all'uovo!

 

' A cuddura cu l'ova

Il termine "cuddhura" deriva dal greco "Coulloura" col quale gli antichi greci indicavano particolari focacce offerte agli dei in cambio di favori e benevolenza, usanza che in epoca cristiana si rivolge ai fidanzati e non più agli dei pagani. Le "coddure" venivano portate in chiesa, la mattina del sabato santo, per la benedizione che, nella solennità della Resurrezione, risvegliava l'idea di fecondità consacrandone il valore. Costituivano comunque un dono augurale: un tempo la "Zita" (la fidanzata) preparava la coddura a forma di cuore per il suo promesso, che ricambiava il dono con un dolce a forma di "agnidduzzu" (agnellino), e con questi gesti si celebrava la rinascita e la fertilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La coddura o cuddhura, è un tipico dolce siciliano, di derivazione ortodossa, che veniva e viene tutt’ora preparato nel periodo pasquale. Tempo fa, durante il periodo della Quaresima, si osservava una grande moderazione alimentare, che escludeva dalle tavole carne, uova e formaggi, ma con l’arrivo della settimana santa le privazioni terminavano, e le uova erano un alimento particolarmente utilizzato per la preparazione dei dolci pasquali.

In Sicilia, il dolce pasquale più diffuso è ancora oggi la "cuddhura" o "coddura”, un grosso dolce di forma circolare, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione.
Ma la forma della cuddura non è solo circolare: se ne preparano anche a forma di "campanaru" (campanile) per risuonare le campane al Cristo risorto, a forma di "panarieddu" (cestino) per augurare abbondanza, oppure di "gadduzzu" (galletto o colomba) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze, e a “cuore” per i propri amati.

 

 Ingredienti per l'impasto

 

Zucchero 200 gr

Strutto  (o burro) 200 gr

Vanillina  1 bustina

Limoni la buccia grattugiata di 1

Lievito chimico in polvere  1 bustina

Uova medie 5

Farina   600

 

Ingredienti per la glassa

Uova 1 albume

Zucchero 10-12 cucchiai

Limoni  succo 1-2 cucchiai

 

Ingredienti per decorare

Codetta o palline arcobaleno q.b.

Uova 1 sbattuto per spennellare

 

 

Preparazione

Per preparate la cuddura cull'ova mettete la farina in un recipente capiente e mescolatela con lo zucchero e il lievito setacciato, quindi aggiungete lo strutto ammorbidito (o il burro) e la buccia grattugiata di un limone , aggiungete anche le uova  e impastate .

Lavorate molto bene l’impasto in modo da amalgamare bene gli ingredienti (potete usare anche il robot da cucina); la consistenza dell'impasto non sarà dura, anzi, risulterà abbastanza morbida. Modellate la "cuddura" direttamente sulla carta forno, secondo i soggetti da voi scelti; un cuore, un cestino, una campana, una bambola, un galletto o una corolla intrecciata Sulla "cuddura" posizionate, con una leggera pressione sulla pasta, una o più uova col guscio (sempre in numero dispari) , che bloccherete sul dolce con dei bastoncini di pasta a mo’ di croce  . Adagiate la cuddura sulla leccarda del forno foderata con carta forno, spennellatela con dell’uovo sbattuto e guarnitela con dei semi di papavero, sesamo o con degli zuccherini colorati , cuocetela a 180°-200° per circa 35-40 minuti, fino a quando diventerà dorata. Se volete glassare la vostra cuddura, infornatela senza spennellerla con l'uovo sbattuto, e preparate una glassa in questo modo: montate a neve un bianco d'uovo, aggiungete poi 10-12 cucchiai di zucchero semolato, un cucchiaio alla volta e lentamente, continuando a sbattere con lo sbattitore. Aggiungete poi poco alla volta uno o due cucchiai di succo di limone, sempre sbattendo; il composto deve risultare molto denso e staccarsi pesantemente dal cucchiaio. Appena sfornerete la cuddura, sulla stessa leccarda dove l'avete cotta, ricopritela con la glassa preparata  e cospargetela di zuccherini colorati , lasciatela raffreddare e poi buona degustazione!

Se volete, invece di preparare un’unica cuddura, dividendo l’impasto in 4 parti uguali,
potrete sagomare 4 soggetti più piccoli, magari sbizzarrendovi nel preparare le diverse forme sopra menzionate. Ricordatevi sempre di mettere da parte un po’ di pasta per formare le croci che terranno ferme le uova che decorano le “cuddure”.