Itinerario Vizzini

 

 

Percorrendo la S.S 194 scompare l’aranceto sempreverde e si apre l’ampio spazio collinare degli Iblei con “……le stoppie riarse dei campi immensi, che si perdono lontano, lontano verso l’Etna nebbioso……e i seminativi verdi……e i fichi d'india…(La Lupa).

Lungo la strada, si incontrano le località di Passaneto,  Passanitello,  Tebidi,  Mangalavite:  nomi  delle  terre  della  famiglia  di Verga, nomi delle terre di Mastro Don Gesualdo e di tante novelle verghiane.

Al km 14, si apre il bivio per Vizzini. Il centro urbano è situato sulle due colline del Castello e del Calvario.

La città medievale si sviluppò attorno al Castello e nel quattordicesimo secolo iniziò a far parte delle doti delle regine aragonesi.

Nei secoli a seguire, essa si sviluppò sulla collina “il Calvario”.

L’impianto urbano più antico, è caratterizzato da numerosi vicoli e cortili.

Un primo percorso può toccare i luoghi di Mastro Don Gesualdo: chiese e palazzi nobiliari, ricostruiti dopo il terremoto del 1693, che con le loro facciate finemente ornate da decori intagliati nella pietra, offrono esempi di quel grandioso rinnovamento architettonico che fu il “Barocco Siciliano” .

I primi due palazzi che si incontrano sono: palazzo “La Gurna”, che ospitò il trattenimento di nozze, e il palazzo “Sganci”, in cui si era combinato il fidanzamento tra Don Gesualdo e Bianca Trao.

In piazza Umberto si trova il palazzo della famiglia Verga, nei pressi del quale è situata la bella scalinata Lucio Marineo, caratterizzata da gradini con frontali di ceramica che raffigurano particolari dell’architettura e della storia del paese.

Al culmine della scalinata, c’è la piazzetta con la chiesa di S. Agata dove Gesualdo Motta e Bianca Trao si unirono in matrimonio e, nella vicina via S. Maria dei Greci, il palazzo Trao ed il vicolo con la casa di Mastro Don Gesualdo. Da qui, risalendo per via G. Verga e poi per la tortuosa via S. Gregorio Magno, si giunge alla Chiesa Madre (Mother Church); la più belle chiesa di Vizzini che conserva elementi architettonici precedenti al terremoto come lo splendido portale in stile gotico- catalano, appartenente al vecchio palazzo di città che qui si trovava prima del terremoto del 1693.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo percorso ci porta invece nei luoghi di Cavalleria Rusticana. Da Piazza Umberto, imboccando via Masera, si giunge alla piazzetta con la chiesa di Santa Teresa e l’osteria della Gna Nunzia, madre di Turiddu e dove Alfio e Turiddu si scambiarono il bacio della sfida. Dalla piazza, percorrendo via Volta, si giunge alle case di Lola e Santuzza (…”di faccia a compare Alfio ci stava massaro Cola che aveva una figlia in casa…”).

Fra le opere architettoniche di notevole pregio, inoltre Vizzini può annoverare: il Palazzo Municipale la cui iscrizione S.P.Q. B (senatus populusque bidiniensis) ricorda che Vizzini possedeva un senato ed era regolata da leggi proprie - costruito in stile composito nel 1800 circa da un architetto di Noto, certo don Corrado Mazza; palazzo Cafici; palazzo Catalano; palazzo Trao; la casa della famiglia di G. Verga e gli altri splendidi palazzi che si snodano lungo l'attuale via Roma, sul Colle Maddalena (la chiesa della Maddalena è attualmente parte di abitazione privata, parte panificio!), in cui impera un caratteristico ed imponente torrione impreziosito da inferriate in ferro battuto e da splendidi pezzi in pietra d'intaglio risalenti - come i palazzi in cima al torrione e in basso nella strada - al settecento.

La strada - come si rileva nelle planimetrie esistenti presso l'archivio comunale e redatte nel 1887 dall'arch. Fichera - è stata allargata ed abbassata e di conseguenza anche i palazzi ivi esistenti ne portano le tracce visibili nelle finestre, trasformate in magazzini, e nei portoni, sproporzionatamente alti.

 

 

 

 

 

 

I palazzi nobiliari di questa zona portano i nomi delle più importanti e prestigiose famiglie della storia vizzinese: Manduca, Gaudioso, Cafici,Verga, Caffarelli e Marchese nella parte alta; Passanisi, Rinaldi, La Pira, Cannizzaro e ancora Verga nella parte bassa. Lungo la via S. Maria dei Greci ci piace ricordare ancora Palazzo Ventimiglia, in stile settecentesco con ancora le inferriate barocche.Ricordiamo ancora le ville di campagna: villa Cafici, col suo splendido parco; villa Ventimiglia e villa Giulia anch' esse dotate di eccezíonali parchi. Un ultimo importante accenno va fatto all'archivio comunale, più volte citato, ricchissimo di faldoni e documenti a partire dal 15 00 e di cui si sta tentando una sistemazione da parte di un gruppo di giovani impiegati in un progetto di utilità collettiva.


 

Dalla via Masera, uscendo fuori dal paese, si giunge alla Cunziria; luogo dove secondo la tradizione avvenne il duello rusticano.

Nonostante lo stato di estremo abbandono, il villaggetto della Cunziria emana ancora il fascino delle cose che racchiudono antiche memorie.

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